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| Il film è sicuramente tratto da un racconto di Stephen King (non come Number 23), incluso nella raccolta Tutto è fatidico: trenta pagine appena di terrore compresso, che spero a breve di poter leggere per un confronto col film.
Rispetto a qualunque storia di camere infestate, la variante introdotta nella trama è il sadico divertimento. Quello rappresentato in 1408 è un Male che si vuole divertire, giocherellone. Ha trovato asilo nell’ottava stanza del tredicesimo piano del Dolphin Hotel di New York e da lì non è più ripartito.Il protagonista è una camera d’albergo, assolutamente sì!
Gli attori (Cusack e Jackson compresi Mike Enslin, interpretato dall’ottima faccia bronzea di John Cusack, è uno scrittore che per lavoro visita e scrive di posti infestati. Quello in corso di scrittura è una specie di guida michelin delle camere d’albergo più infestate degli Stati Uniti.
Dopo aver parlato di castelli, case e cimiteri mancavano gli alberghi. Dopo avrei consigliato i posti di lavoro. Ne conosco due o tre che mettono i brividi Comunque, Mike viene a scoprire di questa fantastica camera del Dolphin che produce da anni morti naturali e suicidi e se ne innamora. La particolarità della 1408 è che fa leva sui problemi irrisolti e le ossessioni per convincere una persona ad arrendersi e suicidarsi. Mike ne ha due o tre che fanno al caso giusto. Ne esce qualche ora dopo, in condizioni pietose e la 1408 è in fiamme.
Secondo voi, chi ha vinto? |
Il colloquio tra Cusack e Jackson vale l’intero film. La partita psicologica inizia lì e prosegue nella stanza.
A me piacciono i racconti di King perché negli anni è andato a tagliare l’horror con l’ironia. L’ironia costa meno impegno da un punto di vista grafico e di più da quello della sceneggiatura, ma rende molto di più nella qualità complessiva. Il film è semplice e lineare, forse un po’ prolisso nell’intro col tentativo di spiegare i retroscena complessi.
Chi si aspetta un film tipo Saw o altri splatter, ha sbagliato di brutto, rimmarete scontenti. Per gli altri, buona visione |
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Pubblicato in Abuso di cinema (e me ne vanto) | Tag: 1408, John Cusack, Samuel L. Jackson, Stephen King




