| Dopo tre anni di attesa, Jerry Bruckheimer e la Disney hanno ammainato le vele piratesche e sono tornati a raccontare le avventure di Nicolas Cage nei panni di Benjamin Gates. Urrà!!! Adoro Il mistero dei templari: è uno dei pochi film in cui Cage sembra a suo agio nella parte. Il mistero delle pagine perdute è un degno seguito. Come accennato dal titolo, questo film è irreale: non credo che George W. Bush si possa rapire con tanta facilità, che si possa entrare nella stanza privata della regina Elisabetta II e nella Stanza Ovale. Un giorno mi farò arrestare nel tentativo di parlare a quattrocchi con Napolitano, solo per provare che è irrealizzabile Cosa allora si può salvare di questo secondo episodio di tre ? (sì, lo trilogizzano! Ma rispetto ad altre trilogie la trama del secondo capitolo ha una conclusione, notevole direi) Rimane un discreto impianto scenografico, ottimi effetti speciali e un superlativo entusiasmo nell’avventura e nella scoperta che traspare in tutta la pellicola. I dettagli storico-culturali saranno stati curati all’inverosimile, meno alcune scelte di montaggio e delle luci (possibile che abbiano tenuto una ripresa con la telecamera schizzata d’acqua? Mancanza di fondi o scadenze ristrette? Alla fine la storia d’avventura c’é, movimentata e romantica. A volte si perde il senso logico di causa-effetto e di come scoprire un tesoro possa salvare dall’ignominia una persona, ma non per tutti questo è importante suppongo Giuro che mi è piaciuto. Non so immaginare come sarebbe venuto l’articolo se il film mi avesse fatto schifo. |
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| Valutazione finale: noleggiate il DVD con gli extended.Con un home theater avrete anche l’effetto cinema.
Con dei bambini piagnucolosi attorno avete l’opportunità di vederlo nelle stesse condizioni in cui lo visto io in sala. |
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Inserito da: 2g | Giovedì, 3 Gennaio 2008
Che sia così facile rapire Prodi o Napolitano?
Pubblicato in Abuso di cinema (e me ne vanto) | Tag: Diane Kruger, Ed Harris, Il mistero delle pagine perdute, Jon Voight, Justin Bartha, nicolas cage
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A me Cage era piaciuto anche in Face off, se era il titolo (quello con Travolta). Comunque…
Secondo me hanno tenuto la telecamera bagnata d’acqua per lo stesso motivo per cui nel primo episodio di Star Wars (sì, sto vedendo la saga in questo periodo e non perché lo stanno trasmettendo in tv) hanno tenuto l’immagine del cattivone rosso che cade in cui si vede super palesemente che è un manichino: io dico che non se ne sono accorti! Insomma, con tutti gli effetti speciali che ci sono in Star Wars possibile che non siano stati capaci di far meglio?!?!?
Nel caso di questo film, una motiviazione potrebbe invece essere correlata al fatto che il secondo capitolo della trilogia ha una fine: mancanza di denaro. Altrimenti perché concludere qualcosa che dovrebbe avere un seguito? Troppa sicurezza nella bellezza del film per cui non ci sarebbe motivo per dare una forte motivazione alla gente per costringerla a vedere anche il prossimo episodio?
Da: Hikaru su Venerdì, 4 Gennaio 2008
alle 14:38
Nel film si fa riferimento a un modo di dire americano. Per il corrispettivo di “repuntazione infangata” si dice “one name’s mud” che popolarmente si vuole far derivare dal cognome di Samuel Mudd, uno dei cospiratori dell’assasinio di Abramo Lincoln. Ma il merriam-webster non è di questo parere. Boh!
(da http://www.answers.com/topic/my-name-is-mud)
One is in trouble, disgraced, or discredited, as in If they find out I broke it, my name will be mud, or If his estimate is completely wrong, his name will be mud. A popular theory for this expression’s origin derives it from Dr. Samuel Mudd, the physician who was convicted as conspirator after he set the broken ankle of President Lincoln’s assassin, John Wilkes Booth. But the expression was first recorded in 1823, when mud was slang for a stupid person or fool, a usage dating from the early 1700s. Later the term mud simply alluded to discredit.
(da http://www.m-w.com/dictionary/mud)
Main Entry:
mud
Pronunciation:
\ˈməd\
Function:
noun
Etymology:
Middle English mudde, probably from Middle Low German
Date:
14th century
1: a slimy sticky mixture of solid material with a liquid and especially water; especially : soft wet earth2: abusive and malicious remarks or charges 3: anathema —usually used in the phrase one’s name is mud: a mixture of water, clay, and chemicals used in oil-well drilling and having various functions (as lubrication and cooling of the bit and flushing of rock particles to the surface)
Da: 2g su Sabato, 5 Gennaio 2008
alle 22:28
A me i film è piaciuto. Sarà che mi importa più della trama che degli effetti. A dire il vero, la trama non l’ho capita, però c’era parecchia azione. Insomma, è bello se lo guardate come foste ancora bambini. A proposito di schizzi sulla telecamera. Ricordo un film in cui gli schizzi erano di fango e sangue. Meglio?
Da: vlad su Domenica, 6 Gennaio 2008
alle 12:44
Se ti riferisci ai “Figli degli uomini”, almeno lì è chiaramente una scelta voluta dal regista.
Da: 2g su Domenica, 6 Gennaio 2008
alle 16:15
sono appena tornata dal warner… a me è piaciuto… strano per un film d’azione!!! a me è interessato soprattutto l’aspetto storico!
Da: Emily su Domenica, 6 Gennaio 2008
alle 22:19
A proposito dell’aspetto storico, c’é chi si è lamentato che le scene del tempio precolombiano potessero essere girate anche nel “jungle rapids” di gardaland e nessuno avrebbe notato la differenza
Da: 2g (il re al lavoro) su Martedì, 8 Gennaio 2008
alle 12:57
ma insomma, non va mai bene niente a nessuno????
Da: Emily su Martedì, 8 Gennaio 2008
alle 17:49