Pubblicato da: 2g | sabato, 5 gennaio 2008

Daniel Pennac, La saga dei Malaussène

Daniel Pennac è un autore francese contemporaneo, nel senso che è vivo e attivo (al contrario di Marion Zimmer Bradley che continua a scrivere nonostante sia morta da tempo). È conosciuto per la serie di libri incentrati sulle vicende della famiglia Malaussène: Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Therese e Ultime notizie dalla famiglia (personalmente ho letto i primi quattro).

La strana famiglia Malaussène è composta da vari fratellastri e sorellastre con padri innominati e innominabili e una madre che si fa viva solo per scodellare (termine decisamente pennacchiano) un nuovo bebè. Protagonista principale e narratore (quando se ne ricorda) è Benjamin, il fratello maggiore, di professione capro espiatorio (cioè se succede un terribile delitto, tutti gli indizi incolpano lui che in realtà non centra niente).

Attorno a Benjamin ruota una schiera di personaggi, uno più strampalato dell’altro: dalla suora-poliziotto al commissario-Napoleone; dalle puttane (anche questo è un termine decisamente pennacchiano) di buon cuore all’illusionista talmente bravo da essere invisibile anche al lettore; dallo slavo che traduce l’Eneide in croato al cane epilettico che predice il futuro. Il tutto sullo sfondo di Belleville, quartiere parigino famoso e popolare (famoso nel senso di famoso, popolare non nel senso di famoso).

Ogni cosa è ricoperta da una sottile patina color giallo Mondadori degna della miglior Agatha Christie o della peggior Jessica Fletcher. Ma la trama finisce in secondo piano rispetto ai personaggi. Lo stile di Pennac è profondamente grottesco. Riesce a rendere agghiacciante una scena poetica e poetica una scena agghiacciante. Il tutto condito da volgarità mai gratuite.

Leggetelo se: siete dotati di una buona dose di filosofia di vita e di un sottile strato di pelo sullo stomaco.

Era un’aquila. Una decina di metri al disotto di noi, un’aquila, immensamente larga, e terribilmente seria. si faceva un punto d’onore di rimanere immobile tra le raffiche. Padrona del vento! La terra intera fra le sue ali.

“Fa la posta.”

Ho subito pensato al coniglietto cui l’aquila mirava, due o trecento metri sotto, che frugava nell’erba rasa, molto attivo, forse innamorato, una famiglia da mettere su, qualche progetto di carriera, occhio d’agata e pelo di seta, orecchie trasparenti e naso vispo, un capolavoro della natura, anche lui…

“Mangiamo?”

(by vlad)

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Responses

  1. La domanda sorge spontanea… Che razza di libri leggi, vlad? :P

  2. Penso sia degno di nota ricordare “Come un romanzo” di Pennac, celeberrimo per il decalogo dei DIRITTI del lettore! è un romanzo molto simpatico, leggibilissimo…al suo interno ci sono continui rimandi tra una semplice trama che verte su dei ragazzi che devono leggere libri perchè costretti a scuola e pensieri un po’ filosofici sul perchè si deve imporre la lettura. Il testo non si riferisce ovviamene, com’è tipico in Pennac, alla lettura in sè ma i riferimenti sono attribuibili a tutti i campi della vita. Essendo uno dei testi principali per la mia tesi non vedo perchè non dovrei segnalarvelo ! ;-P

  3. Mi hanno presentato “Il paradiso degli orchi” in prima media, forse un po’ troppo presto. Non l’ho capito. :(

    Quando sarà leggerò anch’io il ciclo dei Malaussène

  4. “Il pradiso degli orchi” non è adatto a dei bambini!

  5. Io amo Pennac.
    Alle medie lessi “Abbaiare stanca” e me ne dimenticai, era per un concorso. L’ho ritrovato 10 anni dopo e me ne sono ricordata, innamorandomene. Ora, io amo Pennac.
    Mi è piaciuto il tuo articolo, molto pennacchiano.
    Tornerò a trovarti.

  6. Mi spiace che tu sia stata così spicciola nella tua recensione. Ci sarebbe così tanto da dire.. ho letto i primi 4 romanzi e sono già molto dispiaciuta che presto finirò di leggere questa meravigliosa saga, intrisa di umorismo e introspezione, di leggerezza e profondità, il tutto incorniciato da un quartiere cosmopolita e da personaggi talmente vivi nel loro essere unici ..e così ben amalgamati nella loro diversità..

    Buona lettura a tutti, posso consigliarvi un libro? “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon. Vi piacerà!


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