| Daniel Pennac è un autore francese contemporaneo, nel senso che è vivo e attivo (al contrario di Marion Zimmer Bradley che continua a scrivere nonostante sia morta da tempo). È conosciuto per la serie di libri incentrati sulle vicende della famiglia Malaussène: Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Therese e Ultime notizie dalla famiglia (personalmente ho letto i primi quattro).
La strana famiglia Malaussène è composta da vari fratellastri e sorellastre con padri innominati e innominabili e una madre che si fa viva solo per scodellare (termine decisamente pennacchiano) un nuovo bebè. Protagonista principale e narratore (quando se ne ricorda) è Benjamin, il fratello maggiore, di professione capro espiatorio (cioè se succede un terribile delitto, tutti gli indizi incolpano lui che in realtà non centra niente). Attorno a Benjamin ruota una schiera di personaggi, uno più strampalato dell’altro: dalla suora-poliziotto al commissario-Napoleone; dalle puttane (anche questo è un termine decisamente pennacchiano) di buon cuore all’illusionista talmente bravo da essere invisibile anche al lettore; dallo slavo che traduce l’Eneide in croato al cane epilettico che predice il futuro. Il tutto sullo sfondo di Belleville, quartiere parigino famoso e popolare (famoso nel senso di famoso, popolare non nel senso di famoso). Ogni cosa è ricoperta da una sottile patina color giallo Mondadori degna della miglior Agatha Christie o della peggior Jessica Fletcher. Ma la trama finisce in secondo piano rispetto ai personaggi. Lo stile di Pennac è profondamente grottesco. Riesce a rendere agghiacciante una scena poetica e poetica una scena agghiacciante. Il tutto condito da volgarità mai gratuite. |
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| Leggetelo se: siete dotati di una buona dose di filosofia di vita e di un sottile strato di pelo sullo stomaco. | ![]() |
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(by vlad)









La domanda sorge spontanea… Che razza di libri leggi, vlad?
Da: Hikaru su Sabato, 5 Gennaio 2008
alle 14:15
Penso sia degno di nota ricordare “Come un romanzo” di Pennac, celeberrimo per il decalogo dei DIRITTI del lettore! è un romanzo molto simpatico, leggibilissimo…al suo interno ci sono continui rimandi tra una semplice trama che verte su dei ragazzi che devono leggere libri perchè costretti a scuola e pensieri un po’ filosofici sul perchè si deve imporre la lettura. Il testo non si riferisce ovviamene, com’è tipico in Pennac, alla lettura in sè ma i riferimenti sono attribuibili a tutti i campi della vita. Essendo uno dei testi principali per la mia tesi non vedo perchè non dovrei segnalarvelo ! ;-P
Da: Emily su Sabato, 5 Gennaio 2008
alle 19:36
Mi hanno presentato “Il paradiso degli orchi” in prima media, forse un po’ troppo presto. Non l’ho capito.
Quando sarà leggerò anch’io il ciclo dei Malaussène
Da: 2g su Sabato, 5 Gennaio 2008
alle 22:35
“Il pradiso degli orchi” non è adatto a dei bambini!
Da: vlad su Domenica, 6 Gennaio 2008
alle 12:39
Io amo Pennac.
Alle medie lessi “Abbaiare stanca” e me ne dimenticai, era per un concorso. L’ho ritrovato 10 anni dopo e me ne sono ricordata, innamorandomene. Ora, io amo Pennac.
Mi è piaciuto il tuo articolo, molto pennacchiano.
Tornerò a trovarti.
Da: Anthony su Domenica, 24 Febbraio 2008
alle 22:55
Mi spiace che tu sia stata così spicciola nella tua recensione. Ci sarebbe così tanto da dire.. ho letto i primi 4 romanzi e sono già molto dispiaciuta che presto finirò di leggere questa meravigliosa saga, intrisa di umorismo e introspezione, di leggerezza e profondità, il tutto incorniciato da un quartiere cosmopolita e da personaggi talmente vivi nel loro essere unici ..e così ben amalgamati nella loro diversità..
Buona lettura a tutti, posso consigliarvi un libro? “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon. Vi piacerà!
Da: Laura su Lunedì, 28 Aprile 2008
alle 12:11