Pubblicato da: 2g | mercoledì, 10 ottobre 2007

Não coentro, por favor (dia 5)

Ed eccoci al quinto articolo sulle cronache di questo viaggio estivo.

Quello che segue avviene tra le 7 e le 24 del 13 Agosto 2007.

Ci siamo svegliati, preparati e diretti verso praça Marques de Pombal. Giulia insisteva tanto!😀
Siamo arrivati e abbiamo scoperto che non era altro che una statua enorme su un alto piedistallo in mezzo ad una rotatoria stradale. Descritta… ok. Andiamo oltre!

Fermata a Campo Pequeno, dove è collocato un centro commerciale (uno dei 5 che Pêssego e sorella si sarebbero viste nel pomeriggio). Su un lato c’é una fontana di spruzzi d’acqua, senza invaso ma con una grata metallica a livello marciapiede. Gianluca e Andrea hanno deciso di rinfrescarsi le idee.
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Qualcuno si ricorda quante sono e dove portano le linee della metropolitana di Lisbona?
Vermelha, amarela, verde e azul?

Quel giorno abbiamo usato molto tutti i mezzi, soprattutto la metro. Per arrivare fino all’oceanario ne abbiamo prese tre. Devi attraversare anche il centro commerciale Vasco da Gama (secondo dei cinque dei sopra citati) per arrivarci.
Come grandezza, l’oceanario è paragonabile all’acquario di Genova. Il contenuto è un po’ più esotico. Negozio di souvenir con obbligo di passaggio per l’uscita, come a Gardaland.

Davanti all’oceanario c’é un fantastico campo disegnato come uno specchio d’acqua increspato da una goccia. Abbiamo delle foto e delle riprese dello gnomo Burt che tenta di fare una verticale: è tutta da ridere!😀 😀
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Dopo di questo, ci siamo diretti verso un terzo centro commerciale. Un po’ una delusione, l’ho girato in mezz’ora. Ho comprato tre magliette, un piatto e tre cartoline. Ero attirato dalla libreria, ero tentato da “Harry Potter e o príncipe misterioso”, ma costava troppo. Poi con Paolo abbiamo mangiato un mega-saldes, siamo tornati all’ostello e abbiamo cominciato a scrivere le cartoline.

Nel mentre, Gianluca rimediava all’assenza di Andrea portando quest’ultimo nei posti visitati da noi in precedenza. Pêssego e sorella si giravano i cinque centri commerciali alla velocità della luce e uscendone con un sacchetto di cibo per gatti per Matisse, un sottobicchiere per Matisse, e un piccolo cestino per Matisse.

Sentivamo molto la mancanza del gatto, infatti le telefonate a casa erano del tipo:”Ciao mamma. Matiz sta bene? e voi?”😀

Alla sera siamo ritornati verso la Torre di Belem e il monumento alle scoperte per vederle sotto i riflettori. Molto, ma molto suggestivi.
Cercando qui e là, ci siamo fermati in una marisqueria e abbiamo cenato. Andrea ha intrattenuto i camerieri, illustrando come avesse in due giorni imparato le migliori e tipiche parolacce della lingua lusitana. Nel mentre, Gianluca cominciava ad abbozzare la sua ossessione verso il “Presunto de Pata Negra”. Al ritorno avrà un prosciutto intero caricato nel bagaglio a mano.

Continuerà… al più presto…


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