Pubblicato da: 2g | martedì, 18 dicembre 2007

Lasciate in pace gli xilofoni

Domenica siamo andati ai mercatini di Natale.

Per tutti quelli che non sono venuti grazie per la solidarietà a distanza, per gli altri grazie per la compagnia. 😀

Dopo indecisione iniziale su dove andare (ogni città da Verona in su ha la sua piazza gonfia di casette di legno) abbiamo optato per Bolzano.

Non è il primo anno che andiamo a vedere mercatini, siamo dei veterani ormai (per chi non ricordasse può rileggere l’articolo dell’anno scorso “Lasciate in pace i carillon“)

Bolzano ha almeno tre svantaggi:

  • è più distante di Trento
  • è più crucca di Trento
  • è più fredda di Trento
  • il parcheggio che abbiamo scelto era abbastanza lontano

Risultato: arrivi più tardi ai mercatini, giri la grande piazza, mangi, giri i negozi e torni a casa. Come a Trento, dopotutto. 🙂

Sostanzialmente, non condivido lo stile di guida di Marco, troppo lento e troppo sdraiato secondo me. Ma la permanenza prolungata nella sua auto ci ha dato alti argomenti filosofici di cui dibattere:

  • se la polvere bianca sui tappetini fosse zucchero o sostanze illecite
  • se le api morte nell’auto erano state fatte a pezzi prima o dopo la loro dipartita
  • se la salmonellosi è o non una malattia infettiva
  • a che età un individuo può formulare coscientemente un pensiero razzista

In piazza, oltre a stand gastronomici e d’artigianato, c’erano anche delle simpatiche ragazze (brutte come la morte) che fornivano un servizio gratuito di illusione affettiva, con abbracci dalle loro nerborute fattezze.😀

Io ho evitato dicendo: “Sono allergico, poi mi gonfio tutto” .

Di rilievo in piazza c’era uno stand con strumenti musicali artigianali: tamburelli, chitarre, scacciapensieri (o “quel coso che si mette in bocca“) e xilofoni (@Marco: Basta con la reclame Barilla!!!). Lasciate in pace gli xilofoni!

L’unico stand che ha fatto salire la nostra fame è stato quello dei panini caldi (4 euro per un piccolo panino con speck e formaggio affumicato, poteva valer il prezzo)

Al ristorante, c’é chi ha preso i primi (penne e gnocchi), chi la pizza e chi il gulasch. Il cameriere ci ha sconsigliato di prendere una pizza segnata come specialità della casa (non so se fosse per poca voglia o fosse “un cibo da crucchi“, come ha sostenuto lui). Io ho ripiegato su un gulasch, Marco su un’altra pizza.

Non so cosa ci trova di bello la gente nel consumismo dei mercatini di natale. Sono sempre gli stessi, uguali identici di anno in anno per tradizione.😦

Meno male che è stata una bella giornata. Ma il prossimo anno vagliamo con attenzione se andare a Verona, che è più vicino😀


Responses

  1. Se l’anno prossimo andata a Verona, magari posso valutare l’idea di non venire solo col pensiero…😛


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